quarta-feira, 16 de abril de 2008

Moscato d'Asti- Giovan Battista Croce

La vera storia del Moscato d'Asti comincia con la produzione del vino che oggi conosciamo e la si deve a Giovan Battista Croce, gioielliere de Duca di Savoia che nel 1606 pubblica un volume di estrema raffinatezza intitolato " Della eccellenza e diversità dei vini che sulla montagna di Torino si fanno e del modo di farli".

E lui che consiglia di interrompere le varie fermentazioni con successivi travasi e filtrazioni, e ne descrive con minuzie di particolari i sacchi di canapa da utilizzare; è sempre lui che propone l'utilizzo della tecnica del freddo ponendo un "piccol bottolino" divino in un tino pieno di acqua gelata; entra in dettagli e consigli, quali in modo di pigiatura soffice e la purificazione dei mosti che ancora oggi sono utilizzati.

Enoabracos,
Simone Ferreira
LCB

terça-feira, 15 de abril de 2008

Moscato d'Asti- il nome

Questo nome conosce una certa fortuna intorno all'anno mille: prima il vino da uve moscato veniva chiamato Apicio. Columella e Plinio parlano di uve Apianae, ma in tutti e due casi si fa riferimento alla capacita di attrarre le api per la grande quantità di zuccherie l'intensità non comune degli aromi.

I primi anni del secondo millennio sono gli anni delle Crociate, dei grandi commerci con l'Oriente e Venezia è la porta verso questo mondo e detta moda. Le spezie e i profumi sono considerai la più grande raffinatezza tra le dame e signori della città. Il commercio di vini profumati i di vini speziati è ricco tanto quanto quello delle sete lavorate e delle spezie pure. Il zùcar muscà, zucchero profumato, e la noce moscata, sono esempi evidenti di questo uso del termine. Si legge in rima ducentesca: "Fresco giglio, odorosa più c'ambra o moscato".

La coltivazione del moscato, nelle Langhe e nel Monferrato, inizia presumibilmente nel 1200, e doveva essere una risorsa importante se il podestà di Canelli emana uno statuto per incarcerare coloroche "…ofendent in ipsis locis et toto anno in vineis…", cioè coloroche in questi stessi luoghi danneggiano le vigne.

Ed è del 1593 la prima documentazione di un commercio di moscato. Sitratta di una richiesta di "barbatelle di moscatello" da parte el magistrato di Casale al Comune di Santo Stefano per consegnarle al duca di Mantova e Marchese del Monferatto. E solo pochi mesi dopo ordina di inviare a Casale "quattro bottali di vino moscatello". Nel 1674 il Marchese Carlo Antonio Scampi di Canelli supplica il Duca di Savoia di accettare in dono "…un carro di Moscatello…che gli mando da Canelli…"

Enoabracos,
Simone Ferreira
LCB

segunda-feira, 14 de abril de 2008

Moscato d'Asti- Un pò di storia

Caros Enoamigos,

Uma das minhas paixões é sem dúvida o vinho Moscato d'Asti. Esse vinho doce Piemontese conquistou meu paladar desde a primeira vez que nos encontramos. Como morei na Itália em Alba uma das Regiões muito famosas pelo Tartufo, Langhe e etc. Lá também em todas as ocasiões e em todas as mesas encontramos o Moscato acompanhando todas aquelas maravilhosas desserts.
A história desse vinho é muito antiga e muito interessante. Estarei postando esses dias algumas passagens interessantes desse vinho maravilhoso.

Moscato d'Asti- Un pò di storia

La storia del più antico dei vitigni, che grazie al suo profumo conquista tutto il Mediterraneo e si stabilisce, per meglio esaltarele sue potenzialità, nel sud del Piemonte.Di tutti i vini si dice che la loro storia è antica, che risale ai Romani, agli Etruschi e ancora prima in Oriente a popoli lontani; del Moscato si puo dire con credibile verosimiglianza che sia ilvitigni da cui discendono tutte le altre storie. Senza dubbio fu laprima uva a essere coltivata per via dei suoi profumi intensissimi edella dolcezza. Naturalmente non è il moscato che intendiamo oggi,quell'antico vitigno si e trasformato nel tempo nei tanti moscatoche popolano le colline che si affacciano sul Mediterraneo ed ognunoha avuto una vita diversa. Dallo Zibibbo di Pantelleria al moscatobianco di Canelli le differenze si notano immediatamente, ma suinota anche una notevole parentela.Qualcosa bisogna pero dire sul nome di questa uva, e successivamentedi questo vino. Il termine muscus deriva da un'essenza che venivaestratta dalla ghiandola di un piccolo animale indiano dellafamiglia dei mustelidi e che veniva molto usata in profumeria. Percui moscato significa semplicemente profumato, speziato.

Enoabraços e até a próxima,
Simone Ferreira
LCB

quinta-feira, 10 de abril de 2008

Comemorando com o Barolo!!!

Caros Enoamigos,

A nossa Importadora La Casa di Bacco, esta completando três anos no Mercado Brasileiro. E vai comemorar em grande estilo com todos os amigos, clientes e amantes de vinhos. Iremos realizar um Jantar Harmonizado com as jóias enologicas da Região do Piemonte. O nosso convidado também especial será o Rei dos Vinhos e o Vinho dos Reis: o Barolo. A safra com a qual iremos comemorar será a de 2001, considerada uma safra excelente na Região.

Venham se deliciar conosco ...


Jantar com vinhos da Azienda Salvano: Un orgoglio in piu per il Piemonte !!!
http://www.salvano.com/

Data : Quinta feira, 08 de maio de 2008
Local : Ristorante La Finestra
Hotel Porto Bay Rio Internacional
Avenida Atlantica 1.500 – Copacabana.
Horário: 20:30h
Investimento : R$ 110,00 por participante com pagamento antecipado
Informações: por email a lacasadibacco1@yahoo.com.br


O menu também esta excelente e foi idealizado pelo nosso Enoamigo e Consultor de Vinhos, Mike Taylor:

Pães variados, azeite de oliva e agua mineral

Entrada:
Salmão sobre leito de abobrinhas grelhadas e creme de milho.
Vinho: Salvano DOC Langhe Chardonnay 2005

Primeiro Prato:
Pétalas de peru com tapenade de tomate seco e azeitonas, contorno de feijão de corda com queijo de coalho.Vinho: Salvano DOCG Barbaresco 2003

Prato Principal:
Filet Mignon ao sugo e azeite tartufado com batatas ao burro com pate de foie.
Vinho: Salvano DOCG Barolo 2001

Sobremesa:
Panettone artesanal com delicada cobertura de raspas de laranja.
Vinho: Salvano DOCG Moscato D’Asti 2005

Café

Aproveitem temos poucas vagas!!!

Enoabracos,
Simone Ferreira La Casa di Bacco
021 8185 6770
http://lacasadibacco.blogspot.com

terça-feira, 8 de abril de 2008

Degustação em Paracicaba!!!

Caros Enoamigos,
O nosso carissimo enoamigo Luiz Otavio estara realizando em Piracicaba uma bella degustacao com todos os Vinhos DOCGS da Regiao do Piemonte.
Ele incluiu na sua selecao 4 vinhos DOCGS do nosso portafoglio (Roero Arneis, Barbaresco Riserva, Barolo Cannubi e Moscato d'Asti), segue abaixo os detalhes do evento:

Degustação de Vinhos Italianos
DOCGs do PIEMONTE
LOCAL: TRATORIA DI PIERO
RUA D.EUGÊNIA Nº 2239 Piracicaba SP
FONE: (019 ) 34335451 Luiz- 34241583
DIA: 17/04/2008 HORÁRIO: 20:00 hs

VINHOS APRESENTADOS:

1- Livio Pavese Brachetto D’Acqui DOCG 2000
2- Luigi Coppo Gavi La Roca DOCG 2005
3- Salvano Roero Arneis DOCG 2005
4- M.Abbona D.Dogliani Sup.Papà Celso DOCG 2006
5- Antoniolo Gattinara San Francesco DOCG 2001
6- S.Borgogno Barbaresco Riserva DOCG 2000
7- S.Borgogno Barolo Cannubi Riserva DOCG 1999
8- Dessilani Ghemme Riserva DOCG 1997
9- Salvano Moscato D’Asti DOCG 2005

Após a degustação será servido:
Polpetone ao molho de Funghi Porcini

Somente 15 vagas

PREÇO POR PESSOA: R$ 110,00
CONTATO: LUIZ OTÁVIO E-Mail- luizotaviol@uol.com.br

Boa degustacao e ate breve.
Simone Ferreira
LCB

sexta-feira, 4 de abril de 2008

O Mitico Tartufo!!!



Il Mitico Tartufo




Caros Enoamigos,Vamos conhecer hoje um pouco mais sobre o mitico tartufo. Todas as informações estão em italiano, então vamos praticar essa língua.Essa deliciosa e misteriosa preciosidade da gastronomia e muito bem quista em todo o mundo e em especial nos pratos italianos. Um dos lugares mais conhecidos do Tartufo e sem dúvida a pequena, elegante e famosa cidade de Alba que fica localizada na Região do Piemonte.Boa leitura!!!







Che cos’è il Tartufo

È il nome comune con il quale sono indicati i corpi fruttiferi (sporocarpi) di funghi che compiono il loro intero ciclo vitale sotto terra (ipogei) appartenenti al genere Tuber. Devono obbligatoriamente vivere in simbiosi con piante arboree per produrre il prezioso sporocarpo . Sono formati da una parete esterna detta peridio, il quale pùo essere liscio o sculturato e di colore variabile dal chiaro allo scuro.
La massa interna, detta gleba, di colore variabile dal bianco al nero, dal rosa al marrone è percorsa da venature più o meno ampie e ramificate che delimitano degli alveoli in cui sono immerse delle grosse cellule (gli aschi) contenenti le spore. Le caratteristiche morfologiche del peridio, della gleba, degli aschi e delle spore, sommati alla dimensione ed alle caratteristich organolettiche permettono l’identificazione delle specie di Tartufo.

Il Ciclo Biologico

I tartufi devono vivere in simbiosi con piante arboree o arbustive per produrre il prezioso sporocarpo; lo scambio di sostanze tra i due partner (il tartufo e la pianta) avviene a livello radicale in formazioni particolari dette micorrize, strutturate in modo caratteristico per ogni specie. Le micorrize sono una sorta di manicotto formato da alcuni strati di tubicini settati chiamati ife; queste con un intreccio avvolgono gli apici delle radichette terminali dell’albero e, insinuandosi tra i primi livelli di cellule radicali, formano un reticolo: è attraverso questo legame che la pianta offre al fungo diverse sostanze, ricevendo in cambio principalmente acqua e Sali minerali. Dal reticolo si dipartono quindi molte ife, che ramificandosi nel terreno si diffondono alla ricerca di sostanze nutritive. Le ife nel loro insieme prendono il nome di micelio. A tempo opportuno, ossia quando vengono a crearsi tutte le condizioni ambientali necessarie, alcune ife si intrecciano a danno origine alla formazione del corpo fruttifero, nella cui gleba si differenziano le spore. Proprio le spore, germinando, darrano origine ad un nuovo micelio che sarà in grado, unendosi con i giovani apici delle radici, di formare nuove micorrize. A differenza dei funghi epigei che sviluppano corpi fruttiferi al di sopra del terreno, i funghi ipogei non possono sfruttare le correnti d’aria per la dispersione delle spore. L’evoluzione li ha quindi dotati di un forte odore, percepibile solo al momento della maturazione delle spore, che attira insetti e mammiferi, i quali cibandosi del tartufo, provvedono alla diffusione delle spore.

La Cerca

Per “scovare” un tartufo il cercatore o “trifolao” deve avvalarsi della collaborazione di un cane dal fiuto finissimo ed addestrato al riconoscimento dell’aroma di questo fungo. Per dedicarsei all’attività di cercatore di tartufo è necessario possedere un tesserino in regola con il pagamento di una tassa annuale. Esistono inoltre calendari di raccolta riferiti alle differenti specie di Tuber e che sono variabili per ogni regione in cui si possono trovare tartufi. Nel bosco quando il cane fiuta il tartufo lo indica al cercatore il quale con un particolare zappino lo estrae con la massima delicatezza. Per permettere la formazione di nuove radichette(che saranno a loro volta micorrizate) è di fondamentale importanza che il cercatore rimetta a posto il terreno rimosso, cosi da poter ben sperare nella formazione di un nuovo corpo fruttifero.







Il tartufo Bianco- Tuber Magnatum Pico

Ha una forma globosa spesso anche appiattita e irregolare, con peridio giallo pallido o anche ocraceo, occasionalmente con chiazze rosso- brune. La gleba, percorsa da numerose venature bianche, molto ramificate, varia dal collor latte, al rosa intenso, al maroncino. La dimensioni sono variabili, possono ragiungere facilmente quelle di una grossa mela, ma alcuni esemplari hanno superato abbondantemente il chilo! Si raccoglie dalla tarda estate, durante tutto l’autunno fino all’inizio dell’inverno. La data d’inizio e fine raccolto è stabilita ogni anno dalla singola amministrazione regionale. È un fungo assolutamente spontaneo: ad oggi non esistono tecniche di coltivazione. Oltre alle regioni del Nord e del Centro Italia, si trova unicamente in Istria.


Le Piante da Tartufo Bianco

Per il Tuber magnatum il terreno deve essere preferibilmente marnoso-calcareo, di altitudine inferiore ai 700 m s.l.m, areato discretamente ma non eccessivamente permeabile, con presenza negli strati superficiali di discreta umidità anche nei mesi più secchi, discretamente dotato di calcare, povero di fosforo e di azoto, ricco di potassio, con pH da 6,8 a 8,5, scarso di sostanza organica, bagnato da piogge primaverili ed estive, possibilmente in vicinanza di corsi d’acqua su fondi valle ma privo di ristagni, con modica inclinazione. É necessaio quindi un preciso rapporto tra le condizioni d’ambiente, la composizione chimica, l’umidità del suolo e le condizioni climatiche. Questa tipologoa di terreno corrisponde a quella favorevole anche alle piante simbionti le quali sono:










Il Tartufo Bianco in Cucina

Il Tartufo è entrato quasi defilato nella cucina piemontese, grazie ai cuochi savoiardi( già abituati ad usare quello nero). Nell corso dell’ultimo secolo la fama del Tuber magnatum ha fatto il giro del mondo, conquistando le tavole che fanno tendenza nei quattro angoli del pianeta. La voluttuosa versatilità, la capacità unica di rendere grande ogni piatto contribuiscono in modo determinante a rendere assoluamente speciale questo fungo ipogeo. Bastano pochi grammi, una decina appena, per impreziosire abbondantemente una portata. Le ricette per impiegare il tartufo nascono dalla versatilità del prodotto, dalla caratteristica di dare valore ad ogni piatto senza ch questo sia stato creato apposta per il tartufo stesso.
Qualche consiglio per gustare appieno il tartufo bianco: lo si consumi crudo, lamellato con l’aaposito tagliatartufi su piatti tendenzialmente neutri, base essenziale per valorizzarne il profumo articolato, intenso e travolgente. La carne cruda battuta al coltello, l’uovo fritto, i tajarin in bianco, la fonduta sono forse i migliori esempi di come il profumo del tartufo possa stupire.

Le Principali Specie

La determinazione delle diverse specie di tartufi è basata essenzialmente su caratteri morfologici come forma, dimensione, colore, ornamentazioni del peridio, aspetto della gleba, profumo e sapore. La determinazione della specie in laboratorio avviene attraverso il riconoscimento delle spore oppure con tecniche di analisi biomolecolare. Nel mondo le specie di funghi attualmente classificati come Tuber sono circa 63, in Italia ne sono presenti 25, ma solo 9 sono considerate commestibili e 6 quelle più comunemente commercializzate:
Tuber Magnatum Pico
(Tartufo Bianco d’Alba o di Acqualagna o Bianco Pregiato)
Tuber MelanosporumVitt.
(Tartufo nero di Norcia o Nero Pregiato)
Tuber Aestivum Vitt. (Scorzone)
Tuber Borchii Vitt.
(Bianchetto o Marzuolo)
Tuber Brumale Vitt. (Invernale)
Tuber Macrosporum Vitt. ( Nero Liscio)









Glossario

Apici Radicali- Parte terminale della radice di una pianta
Asco- Involucro a sacco contente le spore
Fungo Epigeo- Che sviluppa il corpo fruttifero al di sopra del terreno
Fungo Ipogeo- Che completa il suo intero ciclo vitale sotto terra
Gleba- Polpa interna carnosa e compatta
Ifa- Filamento composto da cellule fungine
Micelio- L’insieme delle ife che compongono il complesso vegetativo dei funghi
Micorriza- Complesso formato dall’unione delle ife con la radice della pianta
Peridio- Buccia esterna con funzioni prottetive verso batteri e funghi
Simbiosi- Associazione tra individui si specie diverse che vivono in stretta relazione con reciproco vantaggio
Spora- Cellula germinaleSporocarpo- Il frutto ovvero il tartufo propriamente detto




Enoabracos e ate a proxima,

Simone Ferreira

LCB

quarta-feira, 2 de abril de 2008

Fattoria I Veroni...Uma aposta toda de trinta anos!!!

Lorenzo Mariani, Paola Blasi e Luca Innocenti

Pequeno e bonito. Às vezes também jovem, como no caso do complexo agrícola “I Veroni” em Pontassieve. A Fattoria hoje é conduzida pelo Sr.Lorenzo Mariani que tem ao seu lado a jovem agrônoma Paola di Blasi, o amigo e enologo Emilio Moneche e o Diretor de Marketing Luca Innocenti , e produz um excelente Chianti Rufina D.O.C.G., produzido com 100% de uvas Sangiovese. Todos produzidos tradicionalmente. Também produzem um grandíssimo Chianti Rufina Riserva D.O.C.G, produzido com 90% de uvas Sangiovese e 10% de uvas Merlot, um vinho Tinto nominado Terre del Pelacane vinificado com uma mistura de uvas Merlot e Petit Verdot, um vinho único no seu gênero, e muito raro de encontrar nos vinhos Toscanos um outro Petit Verdot. E para finalizar um maravilhoso Vinho Santo, que infelizmente é quase impossível de havê-lo, porque os infinitos cuidados e atenções dedicados a produção e qualidade do produto fazem com que a quantidade produzida seja muito pouca e sendo assim é vendido como um prêmio para os melhores clientes da empresa.

Temos em estoque os vinhos:
Chianti Rufina 2003
Vin Santo 1996
Terre del Pelacane 2004

Para maiores informações e preços. Entre em contato conosco.
Enoabracos,
Simone Ferreira
LCB