sábado, 31 de maio de 2008

Consorzio Tutela dell'Asti DOCG


Costituzione
Il Consorzio per la tutela dell'Asti è stato ufficialmente costituito il 17 dicembre 1932 e riconosciuto nel 1934. La sua opera iniziale fu quella di far verificare sotto la sola denominazione di "ASTI" il vino tutelato, di definire la zona di origine, il vitigno, la tecnica di preparazione, la tipologia finale. La denominazione iniziale fu quella di "Consorzio per la Difesa dei Vini Tipici Moscato d'Asti Spumante e Asti Spumante".Il fatto di accentrare nella sola denominazione ASTI l'attenzione del mercato, ebbe una risonanza fondamentale ai fini dell'unificazione dei tipi e quindi della possibilità di poter disporre, da parte della produzione, di una sufficiente quantità di vino atta a soddisfare l'esigenza commerciale e di effettuare una efficace azione promozionale.Il territorio di produzione, individuato nel 1931, è in pratica il medesimo di quello attuale, delimitato dal Disciplinare di Produzione dell'Asti docg e ciò dimostra la validità dell'azione e la lungimiranza di coloro che dell'Asti si occupano fin da quegli anni.Il marchio consortile (il patrono di Asti, San Secondo, a cavallo) fu la prima immagine di tipicità e garanzia che alla fine della seconda guerra mondiale dette una ventata di fiducia agli operatori piemontesi ed ai consumatori di tutto il mondo con i quali l'Italia faticosamente riprendere gli scambi commerciali.

Moscato d'Asti Salvano Srl 2005
Il Moscato d’Asti DOCG

Con l'entrata in vigore della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita "ASTI", le due storiche tipologie sono differenziate fin dal vigneto. Così il Moscato d'Asti assume completa autonomia e conferma dell'interesse dei consumatori e dei riconoscimenti conquistati negli ultimi anni grazie all'azione meritoria di alcuni produttori. Dolce ma non stucchevole, con l'inimitabile aroma dell'uva di origine, delicato ed intenso, che ricorda il glicine ed il tiglio, la pesca e l'albicocca con sentori di salvia, limone e fiori d'arancio, il Moscato d'Asti rappresenta uno dei prodotti più caratteristici della viticoltura piemontese. Prodotto quasi esclusivamente da aziende di dimensioni medio piccole o da cantine cooperative che trasformano solamente le uve dei propri vigneti, il Moscato d'Asti ha raggiunto livelli qualitativi straordinari grazie alla diffusione della moderna tecnologia enologica, in particolare quella del freddo, che ha consentito di mantenere nel vino gli aromi ed i sapori del frutto e, nello stesso tempo, di stabilizzare il prodotto permettendone la conservazione ed il trasporto. I quantitativi annuali prodotti sinora (dai 5 ai 6 milioni di bottiglie) sono una piccola ma importante parte del vigneto moscato che viene commercializzata, appunto, come "Moscato d'Asti". Il Consorzio dell'Asti tutela anche il Moscato d'Asti che, pertanto, è sottoposto agli stessi controlli da sempre messi in atto sull'Asti Spumante. Con la docg, inoltre, molte aziende vitivinicole dirette produttrici si sono iscritte al Consorzio al fine di tutelare il prodotto dalle imitazioni e per far crescere il livello qualitativo e valorizzare l'immagine, peraltro già alta, del prodotto.

Uva Moscato

Caratteristiche Organolettiche

Il caratteristico aroma dell’Asti e del Moscato d’Asti nasce dall’unione di composti terpenici a bassa soglia olfattiva contenuti nell’uva moscato con i composti volatili che si formano durante la fermentazione della stessa.Si comprende quindi come sia importante la carica aromatica dell’uva, in quanto, più essa è elevata, tanto più intenso sarà l’aroma del prodotto finito. I terpeni sono rappresentati da composti di diversa natura chimica: Sesquiterpeni, Ossidi, Alcoli mono, di e tri-idrossilati, Idrocarburi terpenici e dai glicosidi allo stato di monosaccaridi e disaccaridi. Questi ultimi, però, proprio per la presenza all’interno della molecola del legame con lo zucchero, risultano scarsamente volatili e quindi olfattivamente non avvertibili. Il moscato è caratterizzato dalla presenza di quantità elevate di tarpeni liberi tra cui il linalolo (250-900 ug/l a seconda delle annate) quale alcole terpenico monoidrossilato principale, ma a comporre l’inconfondibile profumo concorrono anche gli altri terpeni e loro derivati che nella giusta proporzione hanno anch’essi una notevole influenza.Si riscontrano quantità elevate di ossidi piranici del linalolo (150-300 ug/l), di diendiolo 1 (1000-2500 ug/l) e tenori più modesti di nerolo e geraniolo (30-150 ug/l).La presenza degli ossidi furanici, dell’alfa terpineolo, dell’Ho trienolo e dell’endiolo (presenti a livello di pochi microgrammi nel prodotto fresco) in quantità più elevate può rappresentare un indice di invecchiamento fisiologico del prodotto oppure, se il vino è giovane, indice di conservazione non adeguata. L’elevata acidità, la temperatura elevata e l’esposizione alla luce sono infatti i fattori che rendono più veloci le normali trasformazioni della struttura chimica dei terpeni nel tempo. Si evidenzia, quindi, la necessità di consumare l’Asti ed il Moscato d’Asti giovani al fine di apprezzare l’aroma del moscato nella sua completa intensità e tipicità.

Grappolo di uve Moscato
TECNOLOGIA DI PRODUZIONE

L’uva , parzialmente pigiata o intera, viene esaurita con le presse a polmone ed il mosto così ottenuto (max 75 litri ogni 100 quintali di uva) è refrigerato a basse temperature allo scopo di evitare l’avvio di fermentazioni indesiderate; quindi ripulito dalle particelle solide in sospensione mediante l’utilizzo di coadiuvanti di chiarifica, centrifugato e/o filtrato e mantenuto in celle frigorifere a zero gradi fino all’utilizzo per l’elaborazione finale.
Durante il periodo di conservazione del mosto refrigerato è necessario ricorrere periodicamente alla filtrazione al fine di evitare l’innesco di fermentazione spontanee ed indesiderate.
Per il Moscato d’Asti la tecnica di lavorazione ricalca quella dell’Asti. La fermentazione viene in questo caso arrestata a valori prossimi ai 5 gradi alcolici. Ne risulta un prodotto con una quantità di zuccheri maggiore ed un contenuto di anidride carbonica che in bottiglia non supera il valore di 1.7 bar.

Uve Moscato

Area di produzioneLanghe e Monferrato, le zone del Piemonte in cui nascono le uve di Moscato bianco da cui si ottengono l'Asti docg ed il Moscato d'Asti docg. L'area di produzione, delimitata ufficialmente fin dal lontano 1932, comprende 52 Comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo. La superficie del vigneto a Moscato bianco è di 9120 ettari, suddivisa tra oltre 6800 vignaioli.La zona del Moscato bianco è situata nel sistema collinare alla destra del fiume Tanaro dove i terreni hanno le stesse origini geologiche e quindi le stesse caratteristiche, sia che appartengano all'Alto Monferrato, sia che si riconoscano nelle Langhe: assenza di rocce e struttura estremamente friabile, con frequenti frane, soprattutto dopo le piogge. Più aspre le Langhe, più dolci le colline del Monferrato: due paesaggi diversi ma decisamente attraenti dove niente è scontato ed oleografico, dove nulla si ripete, tanto mutevole e sorprendente è lo scenario che si presenta al visitatore anche più attento e smaliziato. Dove regna la vite, che prospera in filari ordinati, curati, preziosi, capaci di rendere inconfondibile e irripetibile la straordinaria scena del sud Piemonte.
I 52 Comuni dell'Asti e del Moscato d'Asti docg
Provincia di Asti:
Bubbio, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Castel Rocchero, Cessole, Coazzolo, Castiglione di Asti, Fontanile, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maranzana, Mombarazzo, Monastero Bormida, Montabone, Nizza Monferrato, Quaranti, San Marzano, Moasca, Sessame, Vesine, Rocchetta Palafea e San Giorgio Scarampi
Provincia di Cuneo:
Camo, Castiglione Tinella, Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie, Rocchetta Belbo, Serralunga d'Alba, Santo Stefano Belbo, Santa Vittoria d'Alba, Treiso, Trezzo Tinella, Castino, Perletto e le frazioni di Como e San Rocco Seno d'Elvio del comune di Alba
Provincia di Alessandria:
Acqui Terme, Alice Bel Colle, Bistagno, Cassine, Grognardo, Ricaldone, Strevi, Terzo, Visone

Informações retiradas do site do Consorzio do Vinho Moscato d'Asti
Enoabraços,
Simone Ferreira
LCB

Toscana X Piemonte- Parte II

As Regiões Piemonteses e Toscanas foram presenteadas com paisagens lindas, exuberantes e com terras ferteis e excelentes para a plantação, desenvolvimento e criação de uvas para a produção de seus vinhos. Entre as bacas mais famosas estão as uvas Nebbiolo (para produção de Barolo e Barbaresco) e a Sangiovese (para produção dos Chiantis e Brunello).

Nas duas regiões existem muitos tipos de vinhos, entre eles estão:

Toscana
-07 tipos de vinhos considerados DOCG (Denominação de Origem Controlada e Garantida)
São eles: Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Chianti Rufina, Vernaccia di san Gimignano, Vino Nobile di Montepulciano e Morelino di Scansano.
-36 tipos de vinhos considerados DOC (Denominação de Origem Controlada).

Piemonte
-09 tipos de vinhos considerados DOCG (Denominação de Origem Controlada e Garantida)
São eles: Barolo, Barbaresco, Dolcetto di Dogliani, Roero Arneis, Brachetto d'Acqui, Moscato d'Asti, Gattinara, Ghemme e Gavi.
-45 tipos de vinhos considerados DOC ( Denominação de Origem Controlada).

La Casa di Bacco, escolheu para fazer parte de sua linha de produtos.

Os vinhos:
DOCGs Toscanos; Brunello di Montalcino, Chianti Classico e Chianti Rufina.

DOCGs Piemonteses; Barolo, Barbaresco, Roero Arneis, Moscato d'Asti e Gavi.

Safras disponiveis:
Podere Brizio Brunello di Montalcino- 1999 e 2000
Vecchie Terre di Montefili Chianti Classico- 2002
Fattoria I Veroni Chianti Rùfina- 2003
Salvano Barolo- 2001
Salvano Barbaresco- 2003
Salvano Roero Arneis- 2005
Salvano Moscato d'Asti- 2005
Fratelli Serio & Battista Barolo Cannubi- 1999 (Riserva) e 2000
Fratelli Serio & Battista Barbaresco- 2000 (Riserva)
Para maiores detalhes entre em contato conosco.
Enoabraços,
Simone Ferreira
LCB

Toscana X Piemonte

TOSCANA
Brunello di Montalcino D.O.C.G. (D.M. 19/5/1998 - G.U. n.133 del 10/6/1998)
rosso, riserva (Sangiovese grosso - loc. Brunello)
Il vino deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno quattro anni (cinque per la riserva) e affinato, per almeno tre anni di detto periodo, in contenitori di rovere di qualsiasi dimensione; successivamente deve essere sottoposto a un periodo di affinamento in bottiglia di almeno quattro mesi (almeno sei mesi per il tipo riserva). Tale obbligo decorre a partire dal prodotto dell'annata 1994.

Chianti D.O.C.G. (D.M. 10/3/2003 - G.U. n.73 del 28/3/2003)
prevede sette sottozone: Colli Fiorentini, Rufina, Montalbano, Montespertoli, Colli Senesi, Colli Aretini e Colline Pisane:rosso, riserva, superiore (75-100% Sangiovese, max 10% Canaiolo, max 10% Trebbiano toscano e/o Malvasia del Chianti, possono concorrere altre uve a bacca rossa racc. e/o aut. per le rispettive province max 15% (20% per le sottozone, purché ciascun vitigno non superi il 10% del totale))

Chianti Classico D.O.C.G. (D.M. 13/9/2005 - G.U. n.227 29/9/2005)
rosso, riserva (Sangiovese - loc. Sangioveto - 80% min., possono concorrere altre uve a bacca rossa racc. e/o aut. nelle unita' amministrative della zona di produzione prevista dal disciplinare max. 20%);dalla vendemmia 2006 non possono più concorrere alla produzione di detto vino i vitigni Trebbiano toscano e Malvasia bianca

Rosso di Montalcino D.O.C. (G.U. n.148 del 26/6/1996)
Sangiovese grosso (Brunello)

Sant'Antimo D.O.C. (D.M. 18/1/1996 - G.U. n.26 del 1/2/1996)
bianco (Chardonnay, Malvasia del Chianti, Sauvignon, Pinot bianco, Pinot grigio, Trebbiano toscano);bianchi monovarietali: Chardonnay, Sauvignon, Pinot grigio;rosso, Novello (Cabernet franc e Sauvignon, Canaiolo, Merlot, Pinot nero, Sangiovese);monovarietali rossi: Cabernet sauvignon, Merlot, Pinot nero;Vin Santo (Trebbiano toscano, Malvasia bianca); Vin Santo secco, amabile, riserva (Trebbiano toscano, Malvasia bianca);Vin Santo Occhio di Pernice (anche riserva) (Sangiovese, Malvasia nera)

Vin Santo del Chianti D.O.C. (D.M. 28/8/1997 - G.U. n.226 del 27/9/1997)
bianco, riserva (Trebbiano toscano, Malvasia);rosato, riserva, Occhio di Pernice (Sangiovese), stesse sottozone del Chianti.
PIEMONTE


Barbaresco(D.M. 21/2/2007 - G.U. n.51 del 2/3/2007)
rosso, riserva: nebbiolo (Lampia e Michet, mentre la varietà Rosé non è più ammessa); per il Barbaresco e il Barbaresco Riserva la resa di uva massima consentita è di 80q/Ha, mentre per gli stessi vini con menzione geografica aggiuntiva o "Vigna", viene ridotta a 72q/Ha (con un titolo alcolometrico minimo di 12% e 12,5%);la resa massima dell'uva in vino finito al termine del periodo di invecchiamento obbligatorio non dovrà essere superiore al 70% per Barbaresco e Barbaresco Riserva, al 68% per gli stessi vini con menzione "vigna", mentre la produzione massima di vino è 56 hl/ha e 54,4 hl/ha;il periodo di invecchiamento minimo obbligatorio, con decorrenza dal 1° novembre dell'anno di raccolta, è di 26 mesi (di cui 9 in legno) per il Barbaresco e 50 mesi (di cui 9 in legno) per il Barbaresco Riserva;la denominazione "Barbaresco" e "Barbaresco Riserva" può essere seguita da una delle seguenti menzioni geografiche:Albesani, Asili, Ausario, Balluri, Basarin, Bernadot, Bordini, Bricco di Neive, Bricco di Treiso, Bric - Micca, Ca' Grossa, Canova, Cars, Casot, Castellizzano, Cavanna, Cole, Cottà, Currà, Faset, Fausoni, Ferrere, Gaia-Principe, Gallina, Garassino, Giacone, Giacosa, Manzola, Marcarini, Marcorino, Martinenga, Meruzzano, Montaribaldi, Montefico, Montersino, Montestefano, Muncagta, Nervo, Ovello, Pajè, Pajorè, Pora, Rabajà, Rabaja-Bas, Rio Sordo, Rivetti, Rizzi, Roccalini, Rocche Massalupo, Rombone, Roncaglie, Roncagliette, San Cristoforo, San Giuliano, San Stunet, Secondine, Serraboella, Serracapelli, Serragrilli, Starderi, Tre Stelle, Trifolera, Valeirano, Vallegrande e Vicenziana;ciascuna menzione geografica può essere accompagnata dalla menzione "Vigna" e dal relativo toponimo, purché il vigneto abbia raggiunto un'età minima di 7 anni

Barolo(D.M. 1/7/1980 - G.U. n.21 del 22/1/1981)
rosso, riserva: nebbiolo (Lampia, Michet e Rosé), anche Chinato

Roero(D.M. 23/3/2006 - G.U. n.85 del 11/4/2006)
Arneis, Arneis spumante: (arneis);rosso, riserva (min. 95% nebbiolo, max 5% altre uve a bacca rossa non aromatiche idonee alla coltivazione nella regione Piemonte)

Barbera d'Alba(D.M. 23/1/2001 - G.U. n.37 del 14/2/2001)
rosso, superiore (barbera)

Dolcetto d'Alba(D.P.R. 18/11/1987)
rosso, superiore (dolcetto)

Dolcetto di Diano d'Alba o Diano d'Alba Superiore(D.M. 14/9/2006 - G.U. n.221 del 22/9/2006)
rosso, superiore (dolcetto)

Langhe(D.M. 22/08/2001 - G.U. n.209 dell'8/9/2001)
bianco, rosso (uve racc. e/o aut. per la provincia di Cuneo); monovarietali bianchi: arneis, chardonnay, favorita (possono concorrere altre uve a bacca bianca non aromatiche, racc. e/o aut. per la provincia di Cuneo max. 15%); monovarietali rossi: nebbiolo, dolcetto, freisa (possono concorrere altre uve a bacca rossa non aromatiche, racc. e/o aut. per la provincia di Cuneo max. 15%)

Nebbiolo d'Alba(D.P.R. 13/11/1985 - G.U. n.293 del 13/12/1985)
rosso, spumante (nebbiolo)

Asti o Moscato d'Asti(D.M. 1/7/1980 - G.U. 22/1/1981)(D.M. 14/08/1995)
bianco, spumante, frizzante (Moscato Bianco)

Essas duas famosas e maiores regiões Italianas produtoras de vinhos. São o berço dos melhores vinhos produzidos na Itália.
Por esta razão foram escolhidas pela nossa empresa La Casa di Bacco para preencher nosso catálgo com seus produtos.
As classificações dos vinhos acima são vinhos de altíssima qualidade que fazem parte do nosso portfoglio.
Nossas empresas Piemonteses são: Fratelli Serio Battista Borgogno (Barolo, Collina Cannubi) e Salvano Srl (Diano d'Alba).
As empresas Toscanas são: Azienda Agricola Podere Brizio (Montalcino), Fattoria I Veroni (Pontassieve) e Tenuta Vecchie Terre di Montefili (Panzano in Chianti).
Enoabraços,
Simone Ferreira
LCB

domingo, 25 de maio de 2008

O Guru Italiano Roberto Bellini

Caros Enoamigos,

O Sig. Roberto Bellini e um viticultor nascido a Brescia que nos anos '70 foi para Montalcino e iniciou a sua vida com o vinho. Seu bisavô Sig. Guiseppe mais conhecido como Pepù durante sua vida foi também um viticultor a sua maneira na cidade de Brescia.

O Sig. Bellini em 1972 adquiriu a propriedade da Chiesa Santa Restituta em Montalcino que até então era propriedade da igreja( a empresa foi considerada a mais bella nos anos '70).

A partir dai ele iniciou a reestruturação e mudanças no local durante os anos de 87 a 89 ele restaurou a cantina no subsolo, implantou locais para vinificação do vinho, desenvolveu e cultivou videiras para a produção do vinho mais aclamado da Toscana o Brunello.

Desenvolvendo vinhos de altíssima qualidade e premiados. Em 1994 o Sig. Angelo Gaja foi para Montalcino e se associou ao Sig. Bellini. Com a nova sociedade a Chiesa Santa Restituta teve o nome modificado para Pieve Santa Restituta. As terras da Podere Brizio que desde sempre tinham videiras eram alugadas para a Pieve Santa Restituta e toda a produção de Sangiovese iam para vinificação dos vinhos Brunello da Pieve Santa Restituta. Em 1996 Sig. Bellini vendeu a propriedade para o Sig. Gaja e se associou a Podere Brizio iniciando assim uma nova história de sucesso na sua vida.

Além de ser sócio da Podere Brizio ele possui também a Azienda Agricola Fonteantica, onde são plantadas as uvas para a produção de seus vinhos que levam a sua marca o famoso: Pupa Pepù, Leonensis e o Vinsanto. Hoje as empresas são uma única a Podere Brizio.

Segue abaixo um pouco de história:



Os Vinhedos da Azienda Agricola Fonteantica estão localizados no lado sul da colina de Montalcino, na zona de Castelnuovo dell’ Abate na localidade de Sesta, a uma altitude de cerca 200/250m s.l.m. com uma perfeita exposição a sul/oeste. A superfície total é de 32 hectares dos quais 12,50 são plantados com uvas Merlot, Cabernet Sauvignon, Trebbiano, Malvasia, Sangiovese e San Colombano. A composição do terreno é “galestro” e “alberese”.A cantina para vinificação e envelhecimento dos vinhos está localizada na sua outra empresa Podere Brizio em localidade Tavernelle.

Roberto Bellini considerado uma espécie de “Guru” entre os produtores italianos foi proprietário da Azienda Agraria Chiesa di Santa Restituta, que agora pertence a um outro produtor Piemontese. Nesta empresa por muitos anos produziu vinhos premiados a Bordeaux, Vinitaly, Expovina, Duja d’Or e muitos outros.Atualmente na sua nova empresa produz vinhos de altíssima qualidade que já chegaram ao topo da qualidade e já foram reconhecidos mundialmente são eles:

Pupà Pepu : um grande e extraordinário vinho produzido com uvas Merlot e Cabernet Sauvignon.

Leonensis : vinho produzido com uvas Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon.

VinSanto Sant’Antimo: produzido com uvas Trebbiano, Malvasia e San Colombano.

Sig. Roberto Bellini

Vinho Brunello di Montalcino safra 1974, produzido pela Chiesa Santa Restituta com Sig Bellini

Uvas Merlot para produção do Pupa Pepù


Videiras do Pupa Pepù

Sig. Roberto Bellini e Simone Ferreira

Pequenos comentários:


Le antichissime origini della Chiesa di Santa Restituta sono testimoniate da diversi documenti storici, alcuni dei quali risalenti al VII secolo. L'edificio, che ha radici paleocristiane, ha subìto nel corso del tempo numerose e radicali trasformazioni; la forma definitiva è stata delineata con l'ultimo rimaneggiamento, risalente alla fine del '700. La proprietà è rimasta alla Chiesa dalle sue origini fino al 1972, anno in cui è passata nelle mani di Roberto Bellini. Questi ha portato a termine tra il 1987 e il 1989 consistenti opere di ristrutturazione, quali l'impianto di nuovi locali di vinificazione e il restauro delle antiche cantine interrate. Dagli anni '90 l'azienda appartiene ad Angelo Gaja. By EVERYWINE. BIZ




A Montalcino, per esempio, la storia del bresciano Roberto Bellini è esemplare. Arrivato nella "città dei lecci" negli anni Settanta creò una delle più belle aziende dell'epoca, Pieve di Santa Restituta. Nella metà degli anni Novanta l'incontro con Angelo Gaja porta alla formazione di una joint-venture. Dopo tre anni, però, cede a Gaja la sua parte. Ma nemmeno per Roberto Bellini è arrivato il momento di stare in panciolle. Da settantenne volitivo qualE è non ci pensa su troppo e visto che dagli anni Settanta la sua azienda già gestiva il Podere Brizio, di proprietà dei Cannoni-Mazzi, subentra nel 1996 come socio paritario rinnovando la collaborazione con Patrizia Mazzi. By WINE NEWS.



The story of Pieve di Santa Restituta is filled with history and promise. A Pieve is a parish church, and it is the parish church of Santa Restituta that stands on the property and gives it its name. The church itself is named for Santa Restituta, who was martyred in Carthage at the time the Christians were forced to flee Africa. In the late fourth century some of his followers settled in Tuscany, where they established a church, Pieve di Santa Restituta, in Montalcino. The church that stands on the property was restored in the Romanesque style in the twelfth century. The twelfth century also provides the first written record of wine produced on the property. Wine has been produced on the property for over seven centuries. Red wine from this estate was listed among those offerings that were presented to the Bishop of Arezzo, (the Diocese in which Pieve di Santa Restituta is located) in 1312.
In 1972 Roberto Bellini, a businessman from Brescia, and his wife Franca purchased the estate and carefully developed and cultivated the vineyards, planted new vineyards, and built a new winemaking facility. They named the estate and the wine La Chiesa di Santa Restituta. The Bellinis recognized the potential of this land and understood that it was capable of producing Brunellos of exceptional quality. In recent years they sought a partner who could help them realize their ambition of producing wines of exceptional quality that are the highest expression of the site. The man to whom the Bellinis turned was the inimitable Angelo Gaja. BY WINE NEWS

Nossa Importadora tem exclusividade nos vinhos da Podere Brizio e Roberto Bellini.
Para detalhes entrem em contato conosco.
Enoabraços,
Simone Ferreira
LCB

quarta-feira, 21 de maio de 2008

Consorzio Chianti Classico Gallo Nero



Consorzio Chianti Classico Gallo Nero
A Toscana é uma região conhecida em todo o mundo como e berço de grandes vinhos. Entre eles está o Chianti Clássico que também é famoso pela sua etiqueta que vêm reproduzida um galo negro.

Vamos conhecer essa história...

O Símbolo que identifica todo o território do Chianti Classico é o Gallo Nero, a sua origem está perdida no tempo e vem contada uma bonita legenda que fala da rivalidade ente Sienna e Firenze nos anos medievais.

As duas cidades toscanas para colocar um fim a sua interminável guerra decidiram confiar a definição das suas fronteiras a uma diferente prova entre os dois cavaleiros: onde eles se encontrassem partindo ao amanhacer das respectivas cidades ao canto do galo, ali seria o limite entre as duas repúblicas.

Os senesis criaram e mimaram para esta tarefa um belo galo branco, que logo estaria gordinho pelo excessso de comida, os Fiorentinos escolheram um galinho negro cujo davam tão pouco para comer que no dia fatídico começou a cantar antes mesmo que chegasse o amanhecer.

E assim o cavaleiro fiorentino partiu muito cedo e somente quando chegou a Fonterutoli- uma dezena de quilômetros de Siena- encontrou o cavaleiro senese: foi por isso que quase todo o território do Chianti Clássico passou para a jurisdição da república gigliata.

Se esta e uma legenda e portanto um fato que o Consorcio escolheu este símbolo antigo de sete séculos como garantia de seus vinhos.


Mapa de Greve in Chianti na entrada da cidade.


O Gallo Nero símbolo maior de toda a Região do Chianti Classico


Entrada de Greve in Chianti muito bem representada pelo histórico símbolo do Gallo Nero.



Nosso Vinho Chianti Classico da Tenuta Vecchie Terre di Montefili que está localizada em Panzano in Chianti.
Temos em estoque a safra de 2002. Para maiores detalhes entre em contato conosco.
Enoabraços e até a próxima,
Simone Ferreira
LCB




segunda-feira, 12 de maio de 2008

Degustação de Vinhos Italianos DOCG da Toscana

Caros Enoamigos,

O nosso caro Enoamigo Luiz Otávio de Piracicaba. Esta organizando uma Degustação com os vinhos DOCGS da Toscana. Dos 07 vinhos apresentados 03 são da nossa Importadora, são eles:

1- I Veroni Chianti Rufina 2003
2- Vecchie Terre di Montefili Chianti Clássico 2002
3- Azienda Podere Brizio Brunello di Montalcino 2000

Segue os detalhes do evento:


DEGUSTAÇÃO DE VINHOS ITALIANOS DOCGs da TOSCANA
Importadoras La Casa di Bacco e Vinci

LOCAL: ENOPIRA
Rua Mamede Freire nº 79 Piracicaba SP
Fone: (019) 34241583- 82040406
DIA: 21/05/2008 HORÁRIO: 20:00 hs

VINHOS APRESENTADOS

1- Piccini Vernaccia di San Giminiano 2006
2- I Veroni Chianti Rufina 2003
3- V.T.de Montefili Chianti Clássico 2002
4- Ambra Carmignano Ris.Vigne Alta Montabiolo 2000
5- Le Pupille Morelino di Scansano Poggio Valente 2000
6- Dei Vino Nobile di Montepuciano 2001
7- Podere Brizio Brunello di Montalcino 2000
************************************************
Após a degustação será servido: Tagliatelle paglia e fieno com gorgonzola

PREÇO POR PESSOA: R$ 100,00
VAGAS LIMITADA A 15 PESSOAS
CONTATO: LUIZ OTÁVIO E-Mail- luizotaviol@uol.com.br

Enoabraços,
Simone Ferreira
LCB

sábado, 10 de maio de 2008

Jantar

Caros enoamigos,

No dia 08 de maio (ultima quinta- feira) fizemos um Jantar Harmonizado com os Vinhos Piemonteses da Azienda Salvano Srl, para comemorar o aniversario de 3 anos da nossa Importadora. O evento foi realizado no Restaurante La Finestra em Copacabana que fica localizado dentro do Hotel Rio Internacional.

Gostaria de agradecer todos os Enoamigos que prestigiaram e compareceram ao evento. Tambem agradeco publicamente a Adriana Monteiro e Daniel Brooking(Assistente e Gerente da A& B do Hotel, respectivamente) que ajudaram a concretizar este Jantar. Agradeço o Maitre Amarildo e todos os simpáticos garçons do Restaurante. E finalmentec ao Mike Taylor que fez a harmonização do Jantar antes de fazer a sua viagem para São Paulo.

Espero que a noite tenha sido agradável para todos e aguardo todos vocês no nosso próximo evento!!!
Segue abaixo as fotos da noite:



Claudia, Simone, Joao, Celso e Silvio

Amarildo, Elaine, Simone e os meninos do Restaurante

Vinhos apresentados: Barolo, Barbaresco, Langhe Chardonnay e Moscato d'Asti

Celso. Joao, Silvio, Claudia, Livia e George
Jane, Flavio, Katia, Ricardo, Maria Luiza, Valeria e Jose

Sr. Luis Fernando Mello e Sra. Cristina Mello
Kathleen, Marcelle, Jorge, Cristina, Mauro e Erich
Sr. Frank e Sra.Carla Rudiger e na mesa atras Sr. e Sra. Gagnebin
Sr. Elias e Sr. Sidney
Sr. Adyr e Sra.Devana
Sras. Wima e Alzira e Srs. Jose Gils e Carlos Marcos
Elaine e Eduardo
Henrique e Hamilton
Marcelo, Juliara, Ivana e Marcio


Enoabracos,
Simone Ferreira
LCB